LA TABACCHICOLTURA ITALIANA

02.04.2019

È ormai largamente riconosciuta e consolidata l'importanza della sicurezza dei prodotti agricoli destinati al consumo alimentare come forma principale di tutela del consumatore.

Esistono però alcune categorie di prodotti agricoli che, pur non rientrando nell'ambito del consumo alimentare, necessitano di sistemi di controllo, tracciabilità e rintracciabilità che soddisfino quei livelli di sicurezza richiesti da un comune alimento. Il tabacco, e prodotti da esso derivato, si trovano oggi nella posizione di dover rispondere a tali criteri pur non rientrando direttamente nella catena alimentare, m pur tutta via entrando in contatto con la fisiologia del corpo umano.

La tutela della salute del cittadino e quindi del consumatore dipende da molti fattori, primo fra tutti è la sicurezza dei prodotti con cui il consumatore entra in contatto. Questa condizione è particolarmente importante per quei prodotti destinati al nutrimento del nostro corpo, rappresentati principalmente dagli alimenti.

L'impegno alla trasparenza e alla comunicazione con i cittadini-consumatori rappresenta per l'agricoltura e l'agroalimentare una scelta di fondo, che risponde anche all'importanza ed alla quotidiana presenza nella vita di ciascuno di noi dei valori e dei prodotti della terra: essi non solo soddisfano il bisogno nutrizionale ma concorrono a disegnare il nostro stile di vita, determinando il nostro rapporto con la qualità della vita ed accompagnano molte occasioni della nostra socialità, familiare e di gruppo.

Con la valorizzazione dell'origine dei prodotti agricoli ed agroalimentari il consumatore può ritrovare, nella vicinanza fisica della produzione, la fiducia, la sicurezza e la qualità dei prodotti, così come egli richiede. Nello stesso tempo, il consumatore può dare valore alla vicinanza culturale apprezzando il legame dei prodotti locali con la tradizione e con la tipicità.

A tutt'oggi il tema della sicurezza alimentare è sempre più al centro del dibattito internazionale e comunitario (basti pensare alle ultime disposizioni dell'Unione Europea che, con il regolamento 1169/2011 ha stabilito un ulteriore giro di vite a tutela dei consumatori).

Ma cosa accade per quei prodotti agricoli non destinati al consumo alimentare e che vengono comunque assorbiti dall'essere umano?

In questo articolo verrà esposto il caso del Tabacco; 

prodotto agricolo non riconosciuto come alimento che necessita comunque di un solido sistema di controllo della filiera a garanzia della qualità del prodotto e del relativo processo di prodotto.

Il tabacco non ostante sia ancora oggi una risorsa economica strategica, di cruciale importanza per il passato, il presente e il futuro delle comunità rurali italiane, rappresenta un punto di forza della tradizione agricola e rurale del territorio italiano. Si tratta senza dubbio di una coltura che ha un forte impatto sull'occupazione, perché molte fasi del processo di produzione (raccolta delle foglie, attività agricole post-raccolta e prima trasformazione industriale) non possono essere del tutto meccanizzate e richiede un elevato livello di attività manuali. Il tabacco, inoltre, si adatta facilmente a condizioni climatiche e a suoli "difficili", e ciò permette la coltivazione anche di zone svantaggiate e marginali, come quelle in cui l'agricoltura e i settori non agricoli forniscono solo poche o nessuna alternativa valida dal punto di vista socio-economico. Inoltre, la produzione e la trasformazione del tabacco greggio sono caratterizzate da una intensità di manodopera per unità di superficie non paragonabile a nessun'altra attività agricola, ma anche la richiesta di manodopera non altamente specializzata, proprio quella che più difficilmente trova opportunità lavorative. Queste condizioni sono alla base di positivi fenomeni di occupazione stabile e integrazione nei territori, per alcune minoranze etniche e per i lavoratori migranti.

Un altro elemento caratteristico di questa produzione è un'elevata quota di lavoro femminile, che negli impianti di trasformazione supera il cinquanta per cento della forza lavoro complessiva, favorendo processi di emancipazione assai significativi.

LA TRACCIABILITA’ DEL TABACCO

Il tabacco è una coltura concentrata in pochi e piccoli distretti specializzati in tutta l'UE, e se la scomparsa di diverse migliaia di ettari in Europa può avvenire senza lasciare tracce a livello nazionale, in termini micro-economici determinerebbe un forte impatto sulla sopravvivenza di tutta la comunità rurale.

Ed è pertanto fondamentale, non solo per la sopravvivenza di questo settore, che vengano messi a punto nuovi sistemi di produzione del tabacco, legati soprattutto alla tracciabilità del prodotto e alla certificazione che garantisca la qualità del lavoro impiegato, un basso impatto ambientale e, dove possibile, diminuire il rischio di esposizione ai pericoli sanitari causati dal consumo di tabacco da fumo.Il modello su cui alcune aziende (principalmente italiane), deriva dal Regolamento (CE) 178/2002, che fissa le procedure della sicurezza alimentare attraverso la Tracciabilità e la Rintracciabilità dei medesimi.

Molto spesso questi due termini sono utilizzati intendendo lo stesso concetto, ma senza ragion veduta in quanto:

  • per Tracciabilità si intende il processo che segue il prodotto da monte a valle della filiera; può essere definito come l'insieme delle informazioni sull'origine delle materie prime utilizzate, sul luogo di produzione, sulle tecniche di produzione seguite.
  • Per Rintracciabilità si intende la capacità di ricostruire la storia di un prodotto mediante informazioni documentate, cioè l'insieme delle informazioni che vanno a ritroso della filiera produttiva.

Questi due aspetti compongono la cosiddetta "tracciabilità di filiera" anche se, bisogna precisare, che non esiste ancora una sua definizione ufficiale o universalmente accettata.

Considerando anche che il tabacco "non è un alimento", bisogna comunque trattarlo come se lo fosse, ed è pertanto necessario predisporre un modello operativo per la rintracciabilità della produzione dalla fase agricola alla fase di trasformazione, così da ottenere il "collo di tabacco rintracciato".

Da qualche tempo si sta pensando ad un impego della foglia di tabacco non solo come materia prima per produrre sigarette o prodotti da fumo per mezzo della combustione, ma anche nuovi prodotti (sempre da fumo) che non prevedano la combustione, senza quindi avere quei prodotti risultati da tale processo dannosi per la salute umana.

Di fatto ancora non si hanno prove scientifiche che possano avvalorare tali tesi, ma la massiccia campagna di marketing messa in atto delle grandi compagnie di tabacco sembrano dare dei segnali molto importanti, ovvero la diminuzione consistente di consumo di sigarette tradizionali e l'affermarsi sempre più di questo nuovo prodotto. In oltre l'avvento delle cosiddette sigarette elettroniche (precursori delle sigarette senza combustione) hanno già iniziato a modificare le abitudini "tabagiste" dei consumatori.

In oltre il tabacco sta trovando sempre più impiego nel settore alimentare, principalmente come aroma; questo ad avvalorare sempre di più la tesi qui sostenuta per cui è necessario che tali filiere si muniscano di sistemi certificativi che garantiscano la qualità e la sicurezza di tali prodotti secondo gli schemi delle filiere alimentari vere e proprie.

In fine facendo una carrellata di usi alternativi del tabacco, si fa sempre più consistente il suo utilizzo nel settore agro-energetico come materia prima per la produzione di biocarburanti. Infatti una società italiana ha brevettato una nuova varietà di tabacco detta "Solaris" coltivata in grandi superfici sperimentali in Sud Africa. Attraverso il combustibile che deriva dai processi chimico-biologici, la compagnia ha alimentato due voli commerciali passeggeri (entrambi Boeing 737) terminati con successo.


Angelo Orlando Dottore forestale